domenica, 18 maggio 2008

GSX-R è una sigla che da oltre vent’ anni rappresenta la moto supersportiva da pista per tutto il popolo dei centauri. La nuova mille non fa eccezione.

Così, un po’ per spirito goliardico, un po’ per curiosità ci siamo chiesti quanto fosse vivibile un animale da pista come la K8 in città e nella vita di tutti i giorni, scoprendo che con un pizzico di spirito di adattamento la moto di Hamamatsu è capace di regalare grandi soddisfazioni.

La gixxer ( cosi viene chiamata dagli appassionati ) è molto bassa e stretta, con una posizione di guida particolare,

le gambe sono molto raccolte, mentre il busto è dritto con una posizione di guida che consente di non affaticare i polsi,

qualità che nella guida in città, dove la velocità è modesta, si rivela utilissima.

La miglior caratteristica di questa motocicletta è sicuramente la facilità di guida, nonostante il motore abbia oltre 185cv la centralina elettronica con la mappatura regolabile in tre posizioni riesce ad edulcorare tutta la sua cattiveria trasformandola all’occorrenza in una moto da passeggio. La mappatura A è quella a piena potenza, la B per la guida su strade bagnate e la C per la guida tranquilla.

La ciclistica e l’impianto frenante sono ovviamente il non plus ultra per qualsiasi appassionato di guida, ma conservano comunque un ottimo comportamento anche in presenza di asfalto sconnesso.

All’anteriore troviamo una forcella telescopica a steli rovesciati con riporto in tin nero e un impianto frenante con due dischi da 310mm e pinze ad attacco radiale.

Al retrotreno invece campeggia un granitico forcellone oscillante con leveraggio progressivo e ammortizzatore idraulico regolabile.

La moto da noi provata era munita di scarico yoshimura, una vera vera goduria sia alla vista che all’udito e che forse è stata la cosa più apprezzata dai non esperti, visto che ovunque la parcheggiassimo, in poco tempo si formava una piccola folla intorno alla moto per ammirarli.

Insomma, ormai vi sarete convinti che la GSX-R 1000 sia una moto da città, beh, qualche difettuccio veniale lo ha anche lei, nelle file prolungate tende a scaldare molto e il motore superati i 100 gradi perde di modulabilità.

Ovviamente su una moto da pista come la gixxer più che parlare di difetti, forse dovremmo parlare di personalità, che comunque non intaccano il magnifico comportamento che la sportiva Suzuki ha per le strade cittadine.

Pugno di ferro in un guanto di velluto.
 
 
 
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lunedì, 05 maggio 2008

Il cielo grigio e le prime gocce di pioggia sulla visiera del casco non promettono nulla di buono.

Via il cavalletto e sono folgorato dalla leggerezza.

Sono riusciti a contenere il peso della HP2 sport a 178kg.

Una cifra incredibile per una moto di Monaco, ma ancora più stupefacente è il fatto che sembrino molti meno.

Giro la chiave, accendo il motore.
Le vibrazioni sono percepibili ma non fastidiose.  Le sento anche sulla sella e sul cupolino, entrambi portanti e realizzati in carbonio. Ma sono in sella ad una moto da corsa… bicilindrica.
Dentro la prima ed esco dalla corsia dei box.
Le prime curve effettuate con molta prudenza, mettono subito in luce di che pasta sia fatta questa motocicletta.

La discesa in piega è fulminea e i cambi di direzione altrettanto.

L’assetto è ottimo e permette un controllo della moto ottimale in ogni situazione.

Il motore è ampiamente sfruttabile e l’erogazione è fluida, progressiva.

Non mi sono mai trovato in difficoltà nel dare gas all’uscita dalle curve.

Il cambio rispetto ai normali boxer è decisamente migliore e riserva una chicca davvero particolare. Consente di cambiare marcia senza utilizzare la frizione grazie ad un sistema che taglia la potenza del motore quando si fa pressione sul pedale del cambio.

La pista di Misano giro dopo giro si allaga.
Altri due giri e vedo ai bordi pista pozze e rivoli d’acqua sparsi qua e là per tutto il tracciato.
La HP2 Sport, però, non risente delle condizioni dell’asfalto.

E’ molto controllabile e stabile, nonostante le gomme non adatte alla pioggia, in pista. Insomma stradali multiuso, non certo rain da gara. E’ pur vero che non siamo in gara, ma insomma, un test in pista avrebbe pure le sue necessità… ma saremmo fuori dalla vocazione di questa motocicletta.

 Certo qualche spavento l’ho avuto, come quando alla staccata del rettilineo principale, tirando giù due marce mi sono ritrovato con il retrotreno che sbandierava pericolosamente, ma grazie al suo peso leggero e agli incredibili freni brembo monoblocco radiali, sono riuscito ad entrare in curva e ad uscirne sano e salvo. Anche se con un colorito un po’ biancastro.
Acqua e cardano sono due elementi che devono essere ben conosciuti in pista: scalo due rapporti in veloce sequenza. La moto parte di traverso alla staccata del rettilineo box. Il retrotreno sbandiera ma la combinazione di peso contenuto, baricentro basso, freni Brembo monoblocco radiali mi permettono di riallineare ed entrare in curva in modo impeccabile. Il cuore mi sembra, in quel momento, un bicilindrico che scarica potenza. Esco dalla Variante del Parco in piena accelerazione verso la Rio… una bella doppia da impostare, coll’asciutto, in unica traiettoria. Ma oggi piove che dio la manda… allungo… Quercia, Tramonto, Curvone, Carro e di nuovo Misano. Un altro giro.

La pioggia è intensa… per me ora sono solo gocce sulla visieria…

Insomma, mi diverto così tanto, che ho capito di dovermi fermare solo quando mi sono reso conto che non era proprio più possibile continuare a girare senza rischiare di buttare a terra i 21mila euro che cavalco. Ed hanno esposto la bandiera di fine turno…
Pista chiusa… nel box mi concentro sulla HP2 Sport. Osservo la miriade di particolari racing che compongono la moto, il terzo esemplare della famiglia HP, ora una gamma completa per accontentare tutti i biker. Pedaline regolabili tramite eccentrico, pompa freno e frizione radiali, strumentazione racing della 2D in grado di cronometrare i tempi sul giro e i secondi di frenata…

I cerchi, mai visti di cosi belli ed eleganti, lo sono così tanto che dovrebbero metterli su tutte le moto! Ragazzi, che moto affascinante!


Forse non sarà un fulmine di guerra per quanto riguarda la potenza del motore, ma vi assicuro che i suoi 133cv sono tutti sfruttabili al cento per cento.

Non sarà forse la moto per battere il vostro record sul giro in pista, ma non è nata per questo.

Accelerazione, piega, frenata: datele fiducia e non vorrete più scendervi. Divertimento estremo.


 

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sabato, 28 luglio 2007
Ieri sono stato al Sagittario, il circuito internazionale di Latina con la mia RSV mille.
Devo dire che è stato molto divertente ed istruttivo.
La mia tecnica di guida va migliorata perchè non esco dalla moto abbastanza e quindi non tocco con facilità il ginocchio a terra ( stile Agostini ), per farvi un esempio, ho strusciato prima con le pedaline che con il ginocchio..
Comunque il mio trattorino ( così chiamo la mia RSV ) è bisognoso di cure... ma soprattutto di un buon gommista, ragazzi ho lasciato dei virgoloni neri sulla pista sia in staccata che in accelerazione, che sembrava stessi guidando un supermotard.. insomma al posto degli pneumatici ho due caciotte.
Per quanto riguarda la pista, vi posso dire che costa molto poco ( rispetto alla media ) e che è altrettanto divertente, purtroppo però è un po lenta, non si riesce a mettere più della terza..
Il mio consiglio è di andarci spesso, per affinare la propria tecnica di guida e per divertirsi in tutta sicurezza. Attenti a non squagliarvi dal caldo come è successo a me!!!


qui il link per le foto in alta risoluzione.

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giovedì, 12 luglio 2007
Pochi giorni fa, mi è capitato di vedere il nuovo video di Paola e Chiara tratto dal loro nuovo singolo Second life... non prenderò in considerazione l'aspetto sonoro perchè non è il tipo di musica che ascolto, e non sono in grado di giudicare se sia ben realizzata o no.
Tralasciando l'aspetto tecnico, trovo riprovevole che nel 2007, anche se in Italia, esistano persone che producano una computer grafica di siffatta qualità...
voglio farvi notare l'unica cosa che a mio modo di vedere rende il video passabile...
vi starete chiedendo a cosa io mi stia riferendo ( sempre se state ancora leggendo ^_^ )... semplice! alla scelta dei veicoli!!!
incominciamo dicendo che sono tutti più o meno ritoccati ma ancora distinguibilissimi...

l'auto grigia è una fantastica Jaguar xj220, un automobile che grazie al suo 3,5 litri V6 biturbo da 549cv era in grado di arrivare a più di 320km/h.


l'auto rossa è forse il veicolo più difficile da identificare (è quella che si vede meno)... si direbbe una Ferrari F50 un auto che non ha bisogno di presentazioni (tanto la conoscono anche i bimbi)...


per le moto invece si parla di due icone vere e proprie...
una è una fantascientifica Honda NR750 oval piston... una moto mitica per qualsiasi cultore della tecnica motoristica, infatti è l'unico modello in produzione a vantare ben 8 valvole per cilindro...


e l'altra è una altrettanto mitica Ducati 916, la moto che ha vinto di più nel campionato mondiale Superbike.
 
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martedì, 10 luglio 2007
Spulciando tra i vari blog ho trovato questo post...

Che dire???
Certo, mettere "bestie" da 180cv in mano a persone non esperte potrebbe essere una grave leggerezza...
d'altro canto si può morire anche a 30km/h, ed io penso e credo nella libertà del singolo cittadino e sulle sue doti di intelligenza.
Al posto di limitare la potenza dei veicoli, secondo me, bisognerebbe educare il cittadino a non commettere atti imprudenti e si dovrebbe lavorare molto di più sulla manutenzione e sulla sicurezza delle strade partendo dal rifacimento completo del manto stradale, l'allargamento delle carreggiate e l'eliminazione del guardrail.

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lunedì, 09 luglio 2007
Non capita spesso di conoscere persone speciali,  persone con una passione vera, quasi viscerale...
Quando poi questa passione è legata al mondo dei motori, nella specifico al mondo delle motociclette, si viene a contatto con un ambiente fatto di amicizia, di solidarietà e perchè no? anche di fratellanza.

Fabio Vicenti è sicuramente una di queste persone speciali.
Ex dipendente Aprilia, ha
lavorato al Reparto Grafica dal 1988 al 2001, poi purtroppo a causa di un incidente stradale in moto, ha subito ciò che tutti noi centauri temiamo di più... Fabio è costretto su una sedia a rotelle per colpa di una lesione midollare (paraplegia dolorosa).

Io ho avuto la fortuna di conoscerlo sul forum di DaiDeGas, dopo aver scambiato quattro chiacchiere e aver visitato il suo sito internet, Fabio ha deciso di realizzare una grafica  speciale apposta per la mia RSV mille.

Siamo partiti da una base monocromatica, rossa...


poi ispirandoci alle versioni da corsa delle 250 gp del 98' (per intenderci quelle di Capirossi e Harada) Fabio a realizzato questa...


infine l'ultimo tocco: le bande rosse ai lati del vetro del cupolino come sulla moto di Rossi del 99'...


che spettacolo!!! ^_^

Prima di salutarvi vi voglio ricordare di visitare il sito internet di
Fabio Vicenti. Motomac, ne vale veramente la pena.

Per finire vi lascio il link della moto ultimata in alta risoluzione.
Un lampeggio a tutti!
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lunedì, 02 luglio 2007
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lunedì, 02 luglio 2007

Nel mercato delle naked di media cilindrata, il più combattuto e ambito dalle case costruttrici, una delle proposte più sportive è certamente la nuovissima Suzuki GSR 600, si, perchè la GSR è l’unica del suo segmento ad avere le sospensioni completamente regolabili: all’ anteriore troviamo una forcella telescopica da 43 mm, mentre al posteriore troviamo un massiccio forcellone con leveraggio progressivo e mono ammortizzatore idraulico regolabile.

Creata attorno al bellissimo telaio doppio trave e al forcellone posteriore entrambi in lega di alluminio, viene spinta dal motore della gsx-r 600 opportunatamente modificato nella rapportatura del cambio e nei corpi farfallati per rendere più corposi i bassi e medi regimi.

Esteticamente la Suzukina è molto gradevole e particolare grazie all’efficace gruppo ottico anteriore a goccia e agli scarichi sottosella che si mimetizzano piacevolmente con le luci di stop

posteriori a led. Molto apprezzabili e degni di nota sono la sella bicolore,le frecce anteriori integrate,l’indicatore di marcia e la verniciatura.

Alla guida la GSR si presenta facile e amichevole, ma allo stesso tempo molto performante,

si ha sempre tutto sotto controllo, anche grazie alla strumentazione veramente completa e ben leggibile e all’impianto frenante con dischi da 310mm all’anteriore e 240 al posteriore.

La sua migliore dote è certamente la facilità e rapidità nello scendere in piega, anche in due, unite alla sempre presente stabilità anche agli angoli di piega più estremi. Certo non siamo ai livelli di una sportiva pura, infatti il feeling con la ruota anteriore soprattutto se ci sapete fare a volte può venir meno trovandosi con una moto in piena piega che “prende sotto”.

La posizione naturale che si assume, una volta in sella, consente di percorre parecchi chilometri prima di accusare stanchezza, anche se la scarsa protezione all’aria e delle vibrazioni fastidiose, dopo circa 200km avevo il casco che era diventato un cimitero di moscerini e le mani completamente intorpidite.. unite alla capienza del serbatoio di 16,5 litri, possono limitare le velleità turistiche di qualche utente. Ma ovviamente non è per i viaggi che la GSR è stata concepita, piuttosto la si può guardare come una polivalente naked sportiva, a suo agio sia in citta, che su un passo di montagna, sia sul lungo mare, che tra i cordoli…ed è perfetta per insegnare alla vostra ragazza a guidare la moto (cosa che non ha prezzo). Il tutto rigorosamente in due.. e per 7.095,00 euro francamente non mi sembra poco.


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martedì, 26 giugno 2007

Il tetto si tinge di azzurro per la Nissan Micra. Vi starete chiedendo se sono impazzito ? Assolutamente no, sto semplicemente parlando della nuova Micra Coupè Cabriolet.

A tutti coloro che hanno apprezzato la personalità, il design, e il comfort della Micra, Nissan fa un regalo, e a tutte le qualità della piccola nipponica, aggiunge l’inebriante piacere di viaggiare a cielo aperto.

Infatti grazie al semplice azionamento di un pulsante, il rigido tetto in cristallo si ritrae nel bagagliaio posteriore, trasformando l’auto in una fascinosa cabriolet.

Anteriormente la Micra si presenta molto simile alla berlina due volumi, mentre nella parte posteriore si presenta come una sportiveggiante  2+2, anche se bisogna ammettere che lo spazio per i passeggeri posteriori  è appena sufficiente per nani e bimbi (mi chiedo come abbiano potuto pensare di farci stare due adulti).

Lateralmente, la Micra C+C mantiene lo stesso profilo arcuato della Micra due volumi, e anche se con una coda leggermente allungata, mantiene la stessa larghezza della due volumi e il medesimo passo di 2.430 mm, ma un’altezza minore, ridotta di 85 mm.

Gli interni, rivestiti completamente di pelle bicolore, insieme ai  nuovi inserti traslucidi in marmo techno, rispecchiamo il carattere della piccola Micra, cosi come il propulsore, il 1.6 litri da 110cv già adottato dalla sportiva 160 SR.

In definitiva una automobile bella e fascinosa.. ma da vivere in 2.


 

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venerdì, 15 giugno 2007

Chi non ha visto open water ? La allucinante storia di due subacquei dimenticati in mare aperto da una banda di tour operator... la suspance dell’ultimo attacco scatena adrenalina in circolo, la stessa che si scatena con l’attesa che precede l’accensione del motore della Nissan 350z, trepidazione, tensione... la certezza di essere in preda a forti emozioni. Ecco, questo è il mio profilo durante questi istanti che con l’accensione dell’auto mi danno la certezza che di li a poco sarò al volante di uno squalo della strada. Compatta, acquattata, dinamica e muscolosa. Apro lo sportello e mi “immergo” dentro la Nissan. Nell’abitacolo si sta comodi, il sedile del conducente è sagomato maggiormente rispetto a quello del passeggero e conferisce ancora più sportività alla vettura. Trovare la posizione di guida ideale è semplice grazie al volante regolabile e alla regolazione elettrica dei sedili. La sensazione generale che si ricava è di sostanziale ricchezza, però, in un contesto abbastanza essenziale capace di piacere anche ai puristi. Giriamo la chiave, e il V6 di 3500cc  da circa 300cv prende vita... il rumore che emette questo motore all’interno dell’abitacolo è ovattato, ma dall’esterno si sente che gli scarichi respirano e brontolano, producendo una “musica” favolosa ogni qual volta si dia un colpetto di gas.. quasi ci viene voglia di abbassare i finestrini per ascoltarne meglio il ruggito..

In moto, l’erogazione è decisa ma omogenea, la spinta è talmente continua che si potrebbe quasi usarla dimenticandosi di cambiare marcia, molto spesso ho utilizzato la scalata più per il gusto di farlo che per reale necessità.

La 350z oltre a un motore portentoso, che le permette di toccare i 250 km/h e accelerare da 0 a 100 in 5’9, ha anche un ottima maneggevolezza e una buona stabilità su veloce, ma soprattutto una grande comunicativa, che ci permette di divertirci alla guida come poche altre automobili, anche più potenti e costose, possono fare.

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